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Santa Rosalia: la ragazza che sparì su una montagna e salvò una città

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Chi era davvero Rosalia? E quanto della sua storia possiamo dire vero, con il rigore che merita chi vuole raccontarla senza tradirla? Una ragazza che dice no La tradizione la vuole discendente di una stirpe altolocata, imparentata — secondo i racconti più antichi — con la casa reale normanna e, ancora più indietro nel tempo, con la dinastia di Carlo Magno. Suo padre, il conte Sinibaldo, le avrebbe imposto intorno ai tredici o quindici anni un matrimonio politico con il conte Baldovino, come ricompensa per un favore reso al sovrano. Rosalia rifiuta. Sceglie invece la vita religiosa, abbandona la casa paterna e si allontana dal mondo che le era stato preparato. La prima tappa di questo allontanamento sarebbe una grotta nella zona della Quisquina, tra Bivona e Santo Stefano di Quisquina, non lontano da Agrigento: un territorio che, secondo la tradizione, apparteneva proprio alla sua famiglia. Qui avrebbe vissuto da eremita per circa dodici anni, prima di tornare per breve tempo a Palermo ...

Monte Pellegrino prima e dopo Santa Rosalia: la lunga storia di un luogo sacro

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  C'è una storia di Monte Pellegrino che comincia molto prima del grande Santuario, prima del Festino, prima della peste del 1624 e persino prima che la figura di Santa Rosalia diventasse inseparabile dalla città di Palermo: è la storia di un luogo che per secoli ha custodito una particolare vocazione al sacro. Oggi, per i palermitani, dire Monte Pellegrino significa dire Santa Rosalia. La grotta, il Santuario, l'acchianata e la memoria della Santuzza sono ormai un tutt'uno. Eppure, quando Rosalia arrivò sul monte, non arrivò in un luogo privo di storia religiosa : vi trovò una tradizione cristiana già presente e un ambiente che, per la sua stessa conformazione, aveva tutte le caratteristiche per diventare uno spazio privilegiato di preghiera, pellegrinaggio ed eremitaggio. È proprio questa stratificazione, fatta di culti che si sovrappongono e si intrecciano nel tempo, a rendere Monte Pellegrino così affascinante. Le ricerche archeologiche hanno cercato di ricostruire l...

Il conta preghiere di Santa Rosalia

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D opo il ritrovamento del corpo di Santa Rosalia   il 15 luglio  1624, le reliquie furono portate nella camera dell’Arcivescovo di Palermo, il cardinale  Giannettino  Doria. Le ossa, attentamente esaminate da i  medici – che ne sancirono l’app artenenza ad un unico individuo  di sesso femminile -  nascondevano, sotto strati di calcare, alcuni oggetti, tra cui: una crocetta in lamina d’argento (sotto la mano sinistra), un piccolo crocifisso in terracotta,  un a ciotola in terracotta e una  corona  in p ietra (sotto la mano sinistra) come  si evince dal testo di  Giordano Cascini : “Parte dell’ulna del braccio, delle dita, e delle co s te, e  l’ossa della mano, dove si trovò appicciata la corona, tutto in una pietra (…) molte altre ossa delle medesime parti in un pietra, dove si vedono cinque Paternostri della  corona , e altri ne restano coperti” “ Mentre ci studiavamo attorno a quelli anche più minuti pezzetti, venne ...

La Santa e il cacciatore

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La storia di Santa Rosalia ,  inizia ta  nel medioevo  normanno  e  che  rifiorisce durante  l 'epidemia dopo il ritrovamento delle sue reliquie sul monte Pellegrino , è il cuore stesso della devozione palermitana. Quest o evento  è un insieme di  fatti  che coinvol sero  gli abitanti  stessi  della città ;  tra questi, Geronima La Gattuta, che l'anno prima dell'arrivo del vascello infetto ebbe un sogno riguardante la Santuzza che le indicò il luogo dove trovare il suo corpo, e Vincenzo Bonelli, che il 13 febbraio 1625 riferì di aver avuto una visione di una donna dal bell'aspetto.   Ma andiamo intanto per ordine  cronologico. Riassunto cronologico dei fatti: •  23 ottobre 1623: Geronima sogna Santa Rosalia. •  7 maggio 1624 : approdo del vascello infetto. •  Per circa un anno i medici del regno registrano guarigioni  degli appestati  dovute ad una certa acqua di Santa  Rosolea ...