27 luglio 1624: Palermo proclamò Santa Rosalia Patrona mentre la peste infuriava

Il 27 luglio 1624, appena dodici giorni dopo il ritrovamento delle reliquie sul Monte Pellegrino, il Senato di Palermo proclamò Santa Rosalia Patrona della città. Una decisione presa non al termine della peste, ma nel pieno dell'epidemia, quando la popolazione cercava una speranza di salvezza.

Nel voto solenne, i senatori dichiarano di affidare Palermo alla protezione della «nostra cittadina santa Rosolea», chiedendo la liberazione dalla pestilenza e impegnandosi a costruirle una cappella nella Cattedrale, a onorarne le reliquie e a celebrarla con una solenne processione.

Il documento contiene anche un passaggio di grande interesse storico. Il Senato afferma infatti che Santa Rosalia aveva già mostrato il suo patrocinio «altre volte in altri somiglianti miserie», come tramandava «la lunga tradizione dei nostri maggiori». Un'affermazione che trova riscontro in un documento del 1447, nel quale la Santa viene invocata durante una precedente epidemia di peste. Ciò dimostra che il suo culto come protettrice della città e interceditrice contro il contagio era già radicato nella memoria dei palermitani ben prima del ritrovamento delle reliquie del 1624.La proclamazione del 27 luglio rappresentò quindi il riconoscimento ufficiale di una devozione antica, trasformando quella tradizione in un voto pubblico destinato a legare per sempre il nome di Santa Rosalia alla storia e all'identità di Palermo.


Il testo che decretò Santa Rosalia Patrona di Palermo il 27 Luglio, 12 giorni dopo il rinvenimento delle sue ossa sul Monte Pellegrino:


Signori et honorati cittadini.

Perché la Divina Maiestà nel castigare per cagioni di peccati usa ordinariamente la misericordia, nel significare il meczo onde possiamo octenere il perdono et il soccorso, pare habbia ciò voluto pietosamente usare anco con noi in questa sì grave calamità, che al presente patiamo, quando, trovandoci oppressi da morbo sì pernicioso, ne sveglia con nuove maniere ad invocare per noi, la nostra cittadina santa Rosolea, quel patrocinio et aiuto, che ella altre volte in altri somiglianti miserie ha mostrato con stranieri et a questa sua patria quasi permesso, come habbiamo per longa traddizione de nostri maggiori et già la Dio mercè cominciamo sperimentare per le molte grazie che cotidianamente comparse alla devocione et pietà de suoi cittadini.

Pertanto n’è parso valerci del mostrato soccorso del cielo et eccitare l’affetto et divocione dalle vostri signori, ad invocare la dicta Sancta che si degni concedere per la liberatione di questa sua città da pestia si graveet accettarla per comune intercessora et honorarla con titolo di Patrona, et per voto publico fabricarle una cappella nella chiesa Cathredale di questa città, con una immagine della Santa et con tutte le cose necessarie per ornamento et compimento di quella, et dedicarla a suo honore con obligarsi di più. Fatta che sarà la dechiaracione et approvatione delle sue sancte reliquie, dal sommo pontifice, quali piamente si crede essersi già ritrovate, di honorarle con sollenne et pomposa processione, e riporre quel sacro deposito di Arca di argento, con quella spesa et sollennità che in quel tempo si stimarà comunimente per honorare così degna padrona.

Don Jacobus Agliata, sindicus et procurator generalis huius felicis urbis Panormi dixit felicissimo Senato.







Commenti

Post popolari in questo blog

Monte Pellegrino prima e dopo Santa Rosalia: la lunga storia di un luogo sacro

Il conta preghiere di Santa Rosalia

Santa Rosalia: la ragazza che sparì su una montagna e salvò una città